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My Crazy World

Go confidently in the direction of your dreams. live the life you have imagined.
Updated 5/13/2006
Updated 3/15/2006
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Updated 3/9/2006
Updated 10/24/2006
Updated 3/3/2006
1/14/2007

LA MARCIA

la marcia

    Uniamoci nella Marcia dell'Amicizia

per la lotta contro il cancro

(la camminata dovrebbe sparire verso la sinistra del vostro spazio

mentre sta camminando fuori dallo spazio di un altro.)

Image Hosted by ImageShack.us

 

Dovete semplicemente fare copia e incolla da me

(io l'ho fatto dall'amica Fiord)

e insieme formeremo una marcia virtuale

contro questa temibile malattia che ogni anno

devasta il corpo di persone a noi care.

6/4/2006

saudade

Pablo Neruda.jpg

Nostalgia è amare un passato

che ancora non è passato,

E' rifiutare un presente

che ci ammacca,

E non vedere un futuro

che ci invita...

menina_rosa.jpg

 

Vivere è accettare ogni minuto,

come un miracolo

che non può essere ripatuto.

5/24/2006

PER IL TUO BENE

 

TRATTO DAL LIBRO "Per il tuo bene, piccoli crimini in nome dell'affetto, di Gianna Schelotto

Se il buon Dio ci avesse dotato di un sistema d’allarme, ci metteremmo a suonare ogni volta che qualcuno ci dice: “Lo faccio per il tuo bene”.
Il libro finisce con queste considerazioni:
Nella maggior parte dei casi l’allarme sarebbe provvidenziale; ci avvertirebbe che qualcuno, sia pure con le migliori intenzioni, vuole strapparci un diritto di cui ognuno di noi è titolare: quello di indirizzare liberamente la nostra vita e il nostro destino.
Avvertiti in tempo, potremmo sventare il pericolo e impedire di essere spogliati di noi stessi.
Tutti abbiamo patito invadenze e soprusi in nome dell’amore.
Allo stesso tempo tutti facciamo parte di un esercito zelante, affettuosi benefattori, pronti ad agire per il vantaggio degli altri in veste amici, genitori, innamorati e maestri.
Ma, mentre ci prodighiamo per gli altri, dimentichiamo di domandare il loro parere e di rispettare le loro esigenze.
Insomma teniamo conto solo del nostro parere ed è per questo che nella maggior parte dei casi, il bene non ci riesce… bene.
…………………………………………
Meditiamo e impariamo

 

Un bel concetto questo, giustissimo, che ci "avverte" del malessere a cui oggi la coppia dovrebbe tentare di sopravvivere, ma secondo me cela insidie ben più pericolose e rischia di generare comportamenti errati di fronte a comportamenti errati, un vicolo cieco in cui l'Amore non può e non deve entrare.

 

Considero il mondo per quello che é : un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte (Shakespeare)

Una volta bastava l'amore per aggiustare tutto, oggi invece tutto assume un secondo fine sopratutto "egoistico". 

 

L'esigenza di volere "amore a tutti i costi" si identifica con "proprietà a tutti i costi"... ed è un argomento fertile che gli stessi psicologi esasperano raccomandandoci di "attivare campanelli di allarme" per trasformare una innocua frase d'amore in un segnale di pericolo, un "attacco alla nostra libertà", una limitazione al nostro potere decisionale, alla libertà di vivere la "nostra vita" secondo la "nostra scelta". Ci sentiamo così costretti, imprigionati, soffocati dallo zelo di qualche innamorato, genitore, maestro.. che non tiene conto del nostro parere... (???)

 

Riconoscere sé stessi come individui può essere facile ma l’importante è riconoscere che sono individui anche gli altri (Calvino)

Avvertirci di questo pericolo ci sembra quasi un "toccasana" per i nostri dubbi, un'ancora di salvezza per noi che siamo alla deriva, per noi che ci sentiamo così "manipolati da qualcuno" che non immaginavamo essere un nostro... carceriere!!

 

La psicanalisi è un mito tenuto vivo dall'industria dei divani. (Woody Allen)

... sì, può essere anche vero che un eccesso di amore sia in realtà "un egoismo camuffato" e che rischiamo di rimanere soffocati, "intrappolati" da qualcuno che ci vorrebbe cambiare la vita in favore della sua senza chiederci il nostro parere... ma esattamente nel momento in cui pensiamo a questo pericolo non ci accorgiamo di essere in realtà già stati manipolati proprio da coloro che ci hanno messo in guardia dallo stesso pericolo: le nuove figure "professionali" della nostra vita, gli psicologi. le riviste specializzate, i media.

 

Nulla è vero, tutto è permesso. (D'Annunzio)

Si, perchè la società SI trasforma e CI trasforma. Oggi andiamo verso una società di "servizi", di nuove attività che non sono una risposta ai nostri bisogni, ma che creano nuovi bisogni affinché noi diventiamo nuovi clienti.. Lo scenario si cosparge di nuove figure a noi immaginariamente utili, provvidenziali. Attività nate dal Marketing e che prima non esistevano!

 

Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo (Voltaire)

 

Da una crisi economica e industriale, oggi Aziende, studi professionali, studi medici sono nati appositamente per risolvere tutti quei problemi che prima non avevamo e non credevamo di avere... ci sentiamo ricchi con i nuovi diritti-bisogni alla salute, all'amore, alla felicità...  un business in continuo aumento!

 

Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno (Wilde)

Allora forse sarebbe bene chiederci se i problemi loro li risolvono davvero o se per caso non sono proprio loro, i "risolutori di problemi", a metterci i problemi in testa, a fare percorsi sbagliati, scelte non nostre e così avere bisogno di loro?

 

Pensiamo alle Assicurazioni, alle Banche, ai Chiromanti, ai Psicologi e mille altri che tramite i media e con sempre piu mirate operazioni di marketing ci creano sempre nuovi "bisogni"?.

 

Abbiamo veramente bisogno di loro o di credere a loro?

 

Dove sta la saldissima base delle guerre e delle religioni? Nei giudizi non-retti di grandi masse di esseri umani. (Epitteto) 

 

Siamo veramente circondati da "innamorati" manipolatori"? Siamo anche noi "innamorati imperfetti"? Oppure siamo preda di una tensione creata artificialmente?

 

Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco (Gandhi)

 

Non ci accorgiamo di avere perso il controllo della nostra stessa vita: viviamo impauriti dalle cose più assurde, non siamo più capaci di gestire un problema da soli, "noi siamo diventati il nostro stesso problema". Abbiamo bisogno di qualcuno, per scaricargli addosso tutta la nostra tensione, siamo convinti che qualcuno risolverà il nostro problema mentre nella realtà il problema (il bisogno) non esiste e possiamo cavarcela benissimo da soli.

 

Anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno (Hesse)

Così nella coppia, nel rapporto, mentre da un lato sognamo un lui/una lei che si prenda cura di noi con mille attenzioni, che ci sorprenda, ci protegga, ci aiuti, ci consoli ecc. dall'altro lato (proprio nel momento esatto in cui ciò accade) noi dovremmo attivare il "sospetto" e la "paura" di venire catturati da un manipolatore delle nostre libertà: "mi sta osservando troppo a lungo...", "mi ha telefonato troppe volte oggi...""mi ha chiesto dove sono stato/a...".

Ma impegnati a giudicare così non abbiamo considerato che anche l'altro potrebbe pensare la stessa cosa di noi!

 

e se scruti nell'abisso, l'abisso scruta dentro di te. " (Nietzsche)

Allora il nostro ideale di partner qual'è?

Una persona totalmente a noi indifferente e che "se ne frega" di noi? Qualcuno che non senta mai la nostra mancanza... e sopratutto che non venga a cercarci.

 

 sfuggo ciò che mi insegue, inseguo ciò che mi sfugge - (Ovidio)

 

Non ci deve neppure prendere per mano per paura che ce la porti via. Avremo paura a farci vedere camminare mano nella mano per strada perchè non si saprà chi dei due è il dominatore.

 

Nulla è vero, tutto è permesso. (D'Annunzio)

Così proseguendo, il partner del futuro sarà solo una specie di "collaboratore tecnico" che utilizzeremo per delle funzioni specifiche (un accompagnatore/trice?) e che poi abbandoneremo se non avrà superato qualche "test" suggerito dalla nuova rivista specializzata in "vita di coppia" e ... anche noi dovremo stare attenti perchè saremo oggetto degli stessi "esami" ed avremo le stesse funzioni... tecniche... con tutti i sentimenti sotto controllo.

 

Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce (Pascal)

Certo oggi "vivere l'amore" serenamente e con totale abbandono è più difficile che un tempo! Sono stati abbattuti i "tabù" e ne sono stati creati dei nuovi forse molto più pericolosi, proprio perchè sono frutto della nostra fantasia in continua frenetica attività, alimentata dal "bombardamento mediatico".

 

Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi (Russell)

Quello che in realtà ci impedisce di vivere non è altro che un castello fatto di "rumori mentali", pensieri che invece di aiutarci ci fanno fare scelte spesso sbagliate oppure in altri casi ci bloccano addirittura dal prendere iniziative o dall'esprimere esigenze, opinioni, sentimenti.

 

Non siamo mai così deboli come nel momento in cui amiamo (Freud)

Aumentano la nostra insicurezza: paura di fare questo o quello, giudicare chi ha fatto questo o quello, preoccuparsi a dismisura...

 

Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi (Russell)

 

Ma viviamo finalmente la vita, liberiamoci! Impariamo a conoscerci meglio, a essere "puliti e sinceri" prima con noi stessi e poi con gli altri...

 

Il piu' grande sbaglio nella vita e' quello di aver sempre paura di sbagliare (E.G. Hubbard)

Allora andiamo e frequentiamo persone "vere" e dunque amiamole! Crediamo in loro non alimentiamo il dubbio...

 

Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono (Voltaire)

Amare è donarsi senza riserve, senza condizioni, è vedere i bisogni del partner prima che si presentino... è sentire le sue parole prima che le pronunci, leggere nel suo sguardo, ... è essere tutt'uno mente corpo e anima con lui/lei! è "essere umili"...

 

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare (Nietzsche)

Come si potrebbe pensare di amare qualcuno/a senza conoscere nel profondo colui/colei che amiamo?

 

Una madre che ama il suo bambino sa esattamente di cosa ha bisogno ma alcune mamme talvolta esagerano e fanno loro del male, ecco che non è più "amore", è qualcosa di meno dell'amore, ma chi lascia il bambino a se stesso è forse migliore della mamma troppo apprensiva?

 

è sempre il momento giusto per fare la cosa giusta (Martin Luther King)

 ...domandare il parere, chiedere la sua opinione, rispettare le esigenze... ci si impongono così dei comportamenti "sindacali", per un rapporto senza futuro destinato a morire o a diventare "sterile", arido... piatto...  e oggi accade fra genitori e figli e accade nella coppia e anche fra amici :  significa fermarsi ai primi scalini del tempio dell'Amore (quello con la A maiuscola) a discutere sulla solidità della costruzione, senza mai trovare la porta, credendo di essere arrivati pur stando, in realtà, FUORI!

 

Sarò dunque cauto nella decisione di calciare o non calciare in porta la palla, in quanto ciò dipende da me. Sarò invece coraggioso riguardo al risultato della partita, in quanto questo non dipende soltanto da me. (Epitteto)

 

Entra dunque nel Tuo Tempio d'Amore!

Parlare sui gradini può sembrare molto bello, ma non serve se la Tua mente non è preparata a "capire" l'altro... libera dunque la mente dai rumori, dai preconcetti, dai pregiudizi e cresci insieme a chi ami e che Ti ama... sii sempre Te stesso/a, sii leale, comunica! Non dare un'immagine dubbiosa di Te, dì quello che pensi e aiuta chi Ti sta vicino a fare altrettanto! E sopratutto agisci con volontà. 

 

L’animo non deve apprezzare né disprezzare oltre misura gli udeteri che la fortuna dà. Deve guardarli con giusto distacco e usarli con coraggio e secondo retti giudizi, ossia senza che il loro uso comprometta e travolga 'aidòs' (il rispetto di se stessi e degli altri) e 'pìstis' (la lealtà), che invece si qualificano come propri dell’animo e suoi beni. (Epitteto)

 

Solo così riuscirai a salire i gradini ed entrare nel Tempio e gustare così di tutte le meraviglie che contiene, ...assieme a tutti quelli che ami, assieme a coloro che avrai aiutato ad entrare insieme a te,  per Amore.

 

Olimpia. Dinanzi all’Apollo che è nel Museo.
-Vieni: ti mostrerò un desiderio che non fallisce; un’avversione che non incappa in quanto intende evitare; un impulso conveniente, che sa accordarsi abilmente con ciò che è doveroso; una repulsione secondo la natura delle cose, libera dall’errore; un assenso non precipitoso né sconsiderato; un dissenso meditato e fermo.- (Epitteto)

 

  Tony

 

5/8/2006

Il tuo modo d'amare

Poesia di Pedro Salinas
Il modo tuo d'amare
è lasciare che io t'ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sanno offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole, abbracci
mi diranno che sei esistita
che mi hai amato: mai.

Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Perché non debba mai scoprire
con domande o carezze
l'immensa solitudine
d'essere solo ad amarti.
 
4/1/2006

TI AMO TANTO

TI AMO TANTO... 

(di Anonimo)
Quando ti sei svegliata questa mattina ti ho osservata e ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, anche solo poche parole,chiedendo la mia opinione o ringraziandomi per qualcosa di buono che era accaduto ieri.
Però ho notato che eri molto occupata a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare.
Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa per vestirti e sistemarti e io sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti qualche minuto e dirmi:"Ciao" . Però eri troppo occupata.

Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di dolci canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi.
Però nemmeno di questo ti sei resa conto.
Ti ho osservata mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettata pazientemente tutto il giorno.
Con tutte le cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stata troppo occupata per dirmi qualcosa.
Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza e ho pensato di farti bagnare un po' perché l'acqua si portasse via il tuo stress.
Pensavo di farti un piacere perché così tu avresti pensato a me ma ti sei infuriata e hai offeso il mio nome, io desideravo tanto che tu mi parlassi, c'era ancora tanto tempo.
Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettata pazientemente, mentre guardavi la TV, hai cenato, però ti sei dimenticata nuovamente di parlare con me, non mi hai rivolto la parola.
Ho notato che eri stanca e ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela, in verità era bellissimo, ma tu non eri interessata a vederlo.
Al momento di dormire credo che fossi distrutta.
Dopo aver dato la buona notte alla famiglia sei caduta sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentata.
Ho accompagnato il tuo sogno con una musica, i miei animali notturni si sono illuminati, ma non importa, perché forse nemmeno ti rendi conto che io sono sempre lì per te.
Ho più pazienza di quanto immagini.
Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri,TI AMO tanto che aspetto tutti i giorni una preghiera, il paesaggio che faccio è solo per te.
Bene, ti stai svegliando di nuovo e ancora una volta io sono qui e aspetto senza niente altro che il mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un po' di tempo.
Buona giornata ...
Tuo papà Dio
3/9/2006

ETERNO

 
ETERNO
 
Tra un fiore colto
 e l'altro donato
l'inesprimibile nulla.
 
(G.Ungaretti)
 

Ogni interpretazione è, per sua natura, necessariamente limitata, e destinata a fallire proprio lì dove, leggittimamente, la poesia ambisce, e deve ambire, a riuscire: nell'evocare la totalità, nell'essere una rappresentazione della totalità.
Ogni interpretazione è, nel momento stesso in cui si costituisce come tale, limitata, parziale. Premesso questo, credo si possa dire che questa poesia significhi, tra le altre cose, che i gesti hanno un significato che non può compiutamente essere espresso a parole.
Ma probabilmente significa anche altro, e forse significa molto di più che questo.

Se il linguaggio non può circoscrivere esattamente il significato di un gesto, tuttavia la poesia, che proprio del linguiaggio si serve - nè può servirsi di altro - parla proprio di un gesto.
Il Nulla non può essere espresso, come dice l'ultimo verso, eppure questa poesia parla proprio del Nulla. Non ci sono parole per dire il silenzio, ma questa poesia è del silenzio che parla.

La poesia, che attraverso il proprio strumento pare oltrepassare i limiti dello strumento stesso, deve fare ciò pur sempre secondo i meccanismi che lo regolano.

Se questa considerazione può sembrare limitare la valenza universale della poesia, facendone una semplice estensione del linguaggio, in realtà credo che per questa via le si restituisca il proprio posto: la poesia porta alle estreme conseguenze il linguaggio stesso, spingendosi, per dir così, oltre di esso.

Tratto da:

http://www.sussidiario.it/letteratura/italiana/900/ermetismo/ungaretti/poesiaesilenzio/

 

Non ho voglia di parlare, di scrivere fiumi di parole, non ho voglia di gettarmi in un gomitolo di strade, non ho voglia di respirare i fumi di questo giorno freddo e grigio, voglio starmene qui, nel buio della stanza a contemplare la mia ombra. 

 

 

 

 

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