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3/25/2009
Citazione
Uploaded on authorSTREAM by altar7
2/25/2009
Gli sbagli sono un fatto della vita. E' la risposta allo sbaglio quella che conta. (Nikki Giovanni)
Nel volo tuo il Nulla acquista carne; nel quotidiano strepito ecco perchè uno sguardo tu meriti; sei la barriera lieve fra il Nulla e me. Jozif Brodskij 9/7/2008
Lettera sulla felicità di Epicuro
Meneceo, Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla. Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l'essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità. Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità. Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo. Poi abìtuati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l'inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell'immortalità. Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive. Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, cosi non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la soglia della morte. Se è cosi convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice cosi per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo cosi possiamo non aspettarci che assolutamente s'avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Cosi pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno. Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. È bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire. Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile. I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è l'intelligenza delle cose, perciò tale genere di intelligenza è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili. Chi suscita più ammirazione di colui che ha un'opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare? Questo genere d'uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode. Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell'atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa – la divinità non fa nulla a caso – e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l'avvio a grandi beni o mali. Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali.
Da: http://www.amicus.it/libri/epicuro/
(Epicuro è vissuto 2400 nni fa... http://www.forma-mentis.net/Filosofia/Epicuro.html)
1/14/2007
la marcia
Uniamoci nella Marcia dell'Amicizia
per la lotta contro il cancro
(la camminata dovrebbe sparire verso la sinistra del vostro spazio
mentre sta camminando fuori dallo spazio di un altro.)

Dovete semplicemente fare copia e incolla da me
(io l'ho fatto dall'amica Fiord)
e insieme formeremo una marcia virtuale
contro questa temibile malattia che ogni anno
devasta il corpo di persone a noi care. 6/4/2006 
Nostalgia è amare un passato
che ancora non è passato,
E' rifiutare un presente
che ci ammacca,
E non vedere un futuro
che ci invita...

Vivere è accettare ogni minuto,
come un miracolo
che non può essere ripatuto. 5/24/2006
TRATTO DAL LIBRO "Per il tuo bene, piccoli crimini in nome dell'affetto, di Gianna Schelotto
Se il buon Dio ci avesse dotato di un sistema d’allarme, ci metteremmo a suonare ogni volta che qualcuno ci dice: “Lo faccio per il tuo bene”. Il libro finisce con queste considerazioni: Nella maggior parte dei casi l’allarme sarebbe provvidenziale; ci avvertirebbe che qualcuno, sia pure con le migliori intenzioni, vuole strapparci un diritto di cui ognuno di noi è titolare: quello di indirizzare liberamente la nostra vita e il nostro destino. Avvertiti in tempo, potremmo sventare il pericolo e impedire di essere spogliati di noi stessi. Tutti abbiamo patito invadenze e soprusi in nome dell’amore. Allo stesso tempo tutti facciamo parte di un esercito zelante, affettuosi benefattori, pronti ad agire per il vantaggio degli altri in veste amici, genitori, innamorati e maestri. Ma, mentre ci prodighiamo per gli altri, dimentichiamo di domandare il loro parere e di rispettare le loro esigenze. Insomma teniamo conto solo del nostro parere ed è per questo che nella maggior parte dei casi, il bene non ci riesce… bene. ………………………………………… Meditiamo e impariamo
Un bel concetto questo, giustissimo, che ci "avverte" del malessere a cui oggi la coppia dovrebbe tentare di sopravvivere, ma secondo me cela insidie ben più pericolose e rischia di generare comportamenti errati di fronte a comportamenti errati, un vicolo cieco in cui l'Amore non può e non deve entrare.
Considero il mondo per quello che é : un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte (Shakespeare)
Una volta bastava l'amore per aggiustare tutto, oggi invece tutto assume un secondo fine sopratutto "egoistico".
L'esigenza di volere "amore a tutti i costi" si identifica con "proprietà a tutti i costi"... ed è un argomento fertile che gli stessi psicologi esasperano raccomandandoci di "attivare campanelli di allarme" per trasformare una innocua frase d'amore in un segnale di pericolo, un "attacco alla nostra libertà", una limitazione al nostro potere decisionale, alla libertà di vivere la "nostra vita" secondo la "nostra scelta". Ci sentiamo così costretti, imprigionati, soffocati dallo zelo di qualche innamorato, genitore, maestro.. che non tiene conto del nostro parere... (???)
Riconoscere sé stessi come individui può essere facile ma l’importante è riconoscere che sono individui anche gli altri (Calvino)
Avvertirci di questo pericolo ci sembra quasi un "toccasana" per i nostri dubbi, un'ancora di salvezza per noi che siamo alla deriva, per noi che ci sentiamo così "manipolati da qualcuno" che non immaginavamo essere un nostro... carceriere!!
La psicanalisi è un mito tenuto vivo dall'industria dei divani. (Woody Allen)
... sì, può essere anche vero che un eccesso di amore sia in realtà "un egoismo camuffato" e che rischiamo di rimanere soffocati, "intrappolati" da qualcuno che ci vorrebbe cambiare la vita in favore della sua senza chiederci il nostro parere... ma esattamente nel momento in cui pensiamo a questo pericolo non ci accorgiamo di essere in realtà già stati manipolati proprio da coloro che ci hanno messo in guardia dallo stesso pericolo: le nuove figure "professionali" della nostra vita, gli psicologi. le riviste specializzate, i media.
Nulla è vero, tutto è permesso. (D'Annunzio)
Si, perchè la società SI trasforma e CI trasforma. Oggi andiamo verso una società di "servizi", di nuove attività che non sono una risposta ai nostri bisogni, ma che creano nuovi bisogni affinché noi diventiamo nuovi clienti.. Lo scenario si cosparge di nuove figure a noi immaginariamente utili, provvidenziali. Attività nate dal Marketing e che prima non esistevano!
Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo (Voltaire)
Da una crisi economica e industriale, oggi Aziende, studi professionali, studi medici sono nati appositamente per risolvere tutti quei problemi che prima non avevamo e non credevamo di avere... ci sentiamo ricchi con i nuovi diritti-bisogni alla salute, all'amore, alla felicità... un business in continuo aumento!
Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno (Wilde)
Allora forse sarebbe bene chiederci se i problemi loro li risolvono davvero o se per caso non sono proprio loro, i "risolutori di problemi", a metterci i problemi in testa, a fare percorsi sbagliati, scelte non nostre e così avere bisogno di loro?
Pensiamo alle Assicurazioni, alle Banche, ai Chiromanti, ai Psicologi e mille altri che tramite i media e con sempre piu mirate operazioni di marketing ci creano sempre nuovi "bisogni"?.
Abbiamo veramente bisogno di loro o di credere a loro?
Dove sta la saldissima base delle guerre e delle religioni? Nei giudizi non-retti di grandi masse di esseri umani. (Epitteto)
Siamo veramente circondati da "innamorati" manipolatori"? Siamo anche noi "innamorati imperfetti"? Oppure siamo preda di una tensione creata artificialmente?
Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco (Gandhi)
Non ci accorgiamo di avere perso il controllo della nostra stessa vita: viviamo impauriti dalle cose più assurde, non siamo più capaci di gestire un problema da soli, "noi siamo diventati il nostro stesso problema". Abbiamo bisogno di qualcuno, per scaricargli addosso tutta la nostra tensione, siamo convinti che qualcuno risolverà il nostro problema mentre nella realtà il problema (il bisogno) non esiste e possiamo cavarcela benissimo da soli.
Anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno (Hesse)
Così nella coppia, nel rapporto, mentre da un lato sognamo un lui/una lei che si prenda cura di noi con mille attenzioni, che ci sorprenda, ci protegga, ci aiuti, ci consoli ecc. dall'altro lato (proprio nel momento esatto in cui ciò accade) noi dovremmo attivare il "sospetto" e la "paura" di venire catturati da un manipolatore delle nostre libertà: "mi sta osservando troppo a lungo...", "mi ha telefonato troppe volte oggi...""mi ha chiesto dove sono stato/a...".
Ma impegnati a giudicare così non abbiamo considerato che anche l'altro potrebbe pensare la stessa cosa di noi!
e se scruti nell'abisso, l'abisso scruta dentro di te. " (Nietzsche)
Allora il nostro ideale di partner qual'è?
Una persona totalmente a noi indifferente e che "se ne frega" di noi? Qualcuno che non senta mai la nostra mancanza... e sopratutto che non venga a cercarci.
sfuggo ciò che mi insegue, inseguo ciò che mi sfugge - (Ovidio)
Non ci deve neppure prendere per mano per paura che ce la porti via. Avremo paura a farci vedere camminare mano nella mano per strada perchè non si saprà chi dei due è il dominatore.
Nulla è vero, tutto è permesso. (D'Annunzio)
Così proseguendo, il partner del futuro sarà solo una specie di "collaboratore tecnico" che utilizzeremo per delle funzioni specifiche (un accompagnatore/trice?) e che poi abbandoneremo se non avrà superato qualche "test" suggerito dalla nuova rivista specializzata in "vita di coppia" e ... anche noi dovremo stare attenti perchè saremo oggetto degli stessi "esami" ed avremo le stesse funzioni... tecniche... con tutti i sentimenti sotto controllo.
Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce (Pascal)
Certo oggi "vivere l'amore" serenamente e con totale abbandono è più difficile che un tempo! Sono stati abbattuti i "tabù" e ne sono stati creati dei nuovi forse molto più pericolosi, proprio perchè sono frutto della nostra fantasia in continua frenetica attività, alimentata dal "bombardamento mediatico".
Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi (Russell)
Quello che in realtà ci impedisce di vivere non è altro che un castello fatto di "rumori mentali", pensieri che invece di aiutarci ci fanno fare scelte spesso sbagliate oppure in altri casi ci bloccano addirittura dal prendere iniziative o dall'esprimere esigenze, opinioni, sentimenti.
Non siamo mai così deboli come nel momento in cui amiamo (Freud)
Aumentano la nostra insicurezza: paura di fare questo o quello, giudicare chi ha fatto questo o quello, preoccuparsi a dismisura...
Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi (Russell)
Ma viviamo finalmente la vita, liberiamoci! Impariamo a conoscerci meglio, a essere "puliti e sinceri" prima con noi stessi e poi con gli altri...
Il piu' grande sbaglio nella vita e' quello di aver sempre paura di sbagliare (E.G. Hubbard)
Allora andiamo e frequentiamo persone "vere" e dunque amiamole! Crediamo in loro non alimentiamo il dubbio...
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono (Voltaire)
Amare è donarsi senza riserve, senza condizioni, è vedere i bisogni del partner prima che si presentino... è sentire le sue parole prima che le pronunci, leggere nel suo sguardo, ... è essere tutt'uno mente corpo e anima con lui/lei! è "essere umili"...
Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare (Nietzsche)
Come si potrebbe pensare di amare qualcuno/a senza conoscere nel profondo colui/colei che amiamo?
Una madre che ama il suo bambino sa esattamente di cosa ha bisogno ma alcune mamme talvolta esagerano e fanno loro del male, ecco che non è più "amore", è qualcosa di meno dell'amore, ma chi lascia il bambino a se stesso è forse migliore della mamma troppo apprensiva?
è sempre il momento giusto per fare la cosa giusta (Martin Luther King)
...domandare il parere, chiedere la sua opinione, rispettare le esigenze... ci si impongono così dei comportamenti "sindacali", per un rapporto senza futuro destinato a morire o a diventare "sterile", arido... piatto... e oggi accade fra genitori e figli e accade nella coppia e anche fra amici : significa fermarsi ai primi scalini del tempio dell'Amore (quello con la A maiuscola) a discutere sulla solidità della costruzione, senza mai trovare la porta, credendo di essere arrivati pur stando, in realtà, FUORI!
Sarò dunque cauto nella decisione di calciare o non calciare in porta la palla, in quanto ciò dipende da me. Sarò invece coraggioso riguardo al risultato della partita, in quanto questo non dipende soltanto da me. (Epitteto)
Entra dunque nel Tuo Tempio d'Amore!
Parlare sui gradini può sembrare molto bello, ma non serve se la Tua mente non è preparata a "capire" l'altro... libera dunque la mente dai rumori, dai preconcetti, dai pregiudizi e cresci insieme a chi ami e che Ti ama... sii sempre Te stesso/a, sii leale, comunica! Non dare un'immagine dubbiosa di Te, dì quello che pensi e aiuta chi Ti sta vicino a fare altrettanto! E sopratutto agisci con volontà.
L’animo non deve apprezzare né disprezzare oltre misura gli udeteri che la fortuna dà. Deve guardarli con giusto distacco e usarli con coraggio e secondo retti giudizi, ossia senza che il loro uso comprometta e travolga 'aidòs' (il rispetto di se stessi e degli altri) e 'pìstis' (la lealtà), che invece si qualificano come propri dell’animo e suoi beni. (Epitteto)
Solo così riuscirai a salire i gradini ed entrare nel Tempio e gustare così di tutte le meraviglie che contiene, ...assieme a tutti quelli che ami, assieme a coloro che avrai aiutato ad entrare insieme a te, per Amore.
Olimpia. Dinanzi all’Apollo che è nel Museo. -Vieni: ti mostrerò un desiderio che non fallisce; un’avversione che non incappa in quanto intende evitare; un impulso conveniente, che sa accordarsi abilmente con ciò che è doveroso; una repulsione secondo la natura delle cose, libera dall’errore; un assenso non precipitoso né sconsiderato; un dissenso meditato e fermo.- (Epitteto)
Tony
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5/8/2006
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| Poesia di Pedro Salinas |
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Il modo tuo d'amare è lasciare che io t'ami. Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio. I tuoi baci sanno offrirmi le labbra perché io le baci. Mai parole, abbracci mi diranno che sei esistita che mi hai amato: mai. Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no. E sto abbracciato a te senza chiederti nulla, per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami. E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti. Perché non debba mai scoprire con domande o carezze l'immensa solitudine d'essere solo ad amarti.
| 4/1/2006 TI AMO TANTO...
(di Anonimo) Quando ti sei svegliata questa mattina ti ho osservata e ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, anche solo poche parole,chiedendo la mia opinione o ringraziandomi per qualcosa di buono che era accaduto ieri. Però ho notato che eri molto occupata a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa per vestirti e sistemarti e io sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti qualche minuto e dirmi:"Ciao" . Però eri troppo occupata.
Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di dolci canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi. Però nemmeno di questo ti sei resa conto. Ti ho osservata mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettata pazientemente tutto il giorno. Con tutte le cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stata troppo occupata per dirmi qualcosa. Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza e ho pensato di farti bagnare un po' perché l'acqua si portasse via il tuo stress. Pensavo di farti un piacere perché così tu avresti pensato a me ma ti sei infuriata e hai offeso il mio nome, io desideravo tanto che tu mi parlassi, c'era ancora tanto tempo. Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettata pazientemente, mentre guardavi la TV, hai cenato, però ti sei dimenticata nuovamente di parlare con me, non mi hai rivolto la parola. Ho notato che eri stanca e ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela, in verità era bellissimo, ma tu non eri interessata a vederlo. Al momento di dormire credo che fossi distrutta. Dopo aver dato la buona notte alla famiglia sei caduta sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentata. Ho accompagnato il tuo sogno con una musica, i miei animali notturni si sono illuminati, ma non importa, perché forse nemmeno ti rendi conto che io sono sempre lì per te. Ho più pazienza di quanto immagini. Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri,TI AMO tanto che aspetto tutti i giorni una preghiera, il paesaggio che faccio è solo per te. Bene, ti stai svegliando di nuovo e ancora una volta io sono qui e aspetto senza niente altro che il mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un po' di tempo. Buona giornata ...
Tuo papà Dio
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3/9/2006
ETERNO
Tra un fiore colto
e l'altro donato
l'inesprimibile nulla.
(G.Ungaretti)
Ogni interpretazione è, per sua natura, necessariamente limitata, e destinata a fallire proprio lì dove, leggittimamente, la poesia ambisce, e deve ambire, a riuscire: nell'evocare la totalità, nell'essere una rappresentazione della totalità. Ogni interpretazione è, nel momento stesso in cui si costituisce come tale, limitata, parziale. Premesso questo, credo si possa dire che questa poesia significhi, tra le altre cose, che i gesti hanno un significato che non può compiutamente essere espresso a parole. Ma probabilmente significa anche altro, e forse significa molto di più che questo.
Se il linguaggio non può circoscrivere esattamente il significato di un gesto, tuttavia la poesia, che proprio del linguiaggio si serve - nè può servirsi di altro - parla proprio di un gesto. Il Nulla non può essere espresso, come dice l'ultimo verso, eppure questa poesia parla proprio del Nulla. Non ci sono parole per dire il silenzio, ma questa poesia è del silenzio che parla.
La poesia, che attraverso il proprio strumento pare oltrepassare i limiti dello strumento stesso, deve fare ciò pur sempre secondo i meccanismi che lo regolano.
Se questa considerazione può sembrare limitare la valenza universale della poesia, facendone una semplice estensione del linguaggio, in realtà credo che per questa via le si restituisca il proprio posto: la poesia porta alle estreme conseguenze il linguaggio stesso, spingendosi, per dir così, oltre di esso.
Tratto da:
http://www.sussidiario.it/letteratura/italiana/900/ermetismo/ungaretti/poesiaesilenzio/
Non ho voglia di parlare, di scrivere fiumi di parole, non ho voglia di gettarmi in un gomitolo di strade, non ho voglia di respirare i fumi di questo giorno freddo e grigio, voglio starmene qui, nel buio della stanza a contemplare la mia ombra.
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3/3/2006
"LA VOCE DEL VENTO"

"Dove vai?" "Seguo il Vento" "Cosa farai?" "Camminerò"
"Senti il mio canto?" "Ogni momento" "E cosa dico?" "Non lo so"
"Stai camminando?" "Danzo nel Vento" "Uccidi il silenzio" "Io lo farò"
"Senti il dolore?" "E' come un canto ma a lui sordo io sarò"
"Senti cantare la Voce nel Vento Senti parlare il silenzio al tuo cuor?" "Odo la Voce portata dal Vento Odo il silenzio che canta d'amor"
"Ho visto i tuoi sogni li ho visti morire li hai forse uccisi tu?" "Ho ucciso i miei sogni per non vederli morire per non farli soffrir più"
"E adesso che i sogni son morti, e adesso che non soffron più, sol questo ti chiede la Voce nel Vento cosa adesso farai tu?"
"Io non mi perdo di cuore e d'intento io al dolore non penserò più ora rispondo alla Voce nel Vento sognerò ancora e non piangerò più...".
Nemesis Winddancer
3/2/2006
Famiglia
La Famiglia........
Ciao, il mio nome è Felicità.
Faccio parte della vita, di quelli che credono nella forza dell'amore,che credono che ad una bella storia non possa esserci mai fine.
Sono sposata,lo sapevate? Sono sposata con il Tempo. Lui è il responsabile della risoluzione di tutti i problemi. Lui costruisce cuori, lui medica quelli feriti, lui vince la tristezza....
Io e il Tempo, assieme, abbiamo avuto 3 figli: Amicizia, Saggezza, Amore...
Amicizia è la figlia più grande, una ragazza bellissima, sincera e allegra.Lei unisce le persone, non ha l''intento di ferire,ma di consolare.
Poi c'è Saggezza, colta, con principi morali...lei è quella più attaccata a suo padre, Tempo. E' come se Saggezza e Tempo camminassero insieme!
L'ultimo è Amore! Ah, quanto mi fa lavorare lui! E' ostinato, a volte vuole abitare solo in un certo posto.. E a volte dice che è stato concepito per abitare in 2 cuori e non in uno soltanto. Eh si, mio figlio Amore è molto complesso. Quando comincia a far danni, devo chiamare subito suo padre,Tempo,affinchè chiuda le ferite procurate dal figlio!
Una persona un giorno mi ha detto:"alla fine tutto si sistema sempre...in un modo o nell'altro...
se le cose ancora non si sono sistemate è perchè non siamo ancora giunti alla fine"
Per questo ti dico di avere fiducia nella mia famiglia. Credi in mio marito Tempo, nei miei figli Amicizia,Saggezza e soprattutto credi in mio figlio Amore. Se avrai fiducia in loro, stai certo che allora io, Felicità, un giorno batterò alla tua porta!!
E non dimenticare mai di sorridere....
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Saprai che non t'amo
Saprai che non t'amo e che t'amo perchè la vita è in due maniere, la parola è un'ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo.
Io t'amo per cominciare ad amarti, per ricominciare l'infinito, per non cessare di amarti mai: per questo non t'amo ancora.
T'amo e non t'amo come se avessi nelle mie mani le chiavi della gioia e un incerto destino sventurato. Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo e per questo t'amo quando t'amo.
Pablo Neruda
ALIMENTOS PARA COMBATER O MAU HUMOR
Dê adeus ao nervosismo, à ansiedade e ao cansaço. Coloque em sua dieta alimentos que têm o poder de estimular o funcionamento do sistema nervoso, acabar com a irritação e espantar a tristeza.
ALFACE:Ótima para amenizar a irritação. O talo tem lactucina, substância que funciona como calmante. Além disso, é rica em fosfato. A falta desse elemento no organismo, causa depressão, confusão mental e cansaço.
BANANA:Pode acreditar, essa fruta, tão comum em terras brasileiras, diminui a ansiedade e ajuda a garantir um sono tranquilo. Ela tem esses poderes por ser rica em carboidratos, potássio, magnésio e biotina. A banana também dá o maior pique porque possui vitamina B6, que produz energia.
MEL:Estimula a produção de serotonina, neurotransmissor responsável pela sensação de prazer e bem-estar.
ESPINAFRE:A verdura contém potássio e ácido fólico, que previnem a depressão. Além disso, espinafre tem magnésio, fosfato e vitaminas A, C e do complexo B, que ajudam a estabilizar a pressão e garantem o bom funcionamento do sistema nervoso.
FRUTOS DO MAR:Quer dar um chega prá lá na tristeza? Abuse das delícias que vem do mar. Elas têm zinco e selênio que agem no cérebro, diminuindo o cansaço e a ansiedade. Também são boas fontes de proteína e gordura saudável (Omega 3), essencial para o bom funcionamento do coração.
JABUTICABA:Essa frutinha contém ferro - que combate a anemia - e vitamina C, que aumenta as defesas do organismo. Suas vitaminas do complexo B agem como antidepressivos. Além disso, a jabuticaba é rica em carboidratos, que fornecem energia e, por isso, reanimam.
LARANJA:Rica em vitamina C, cálcio e vitaminas do complexo B, a laranja ajuda o sistema nervoso a trabalhar adequadamente. O cálcio, presente em sua composição, é relaxante muscular e combate o estresse. E essa fruta ainda é energética, hidratante e previne a fadiga.
OVOS:Os nutrientes dos ovos que garantem o bom humor são a tiamina e a niacina (vitaminas o complexo B), ácido fólico e acetilcolina. A carência deles pode causar apatia, ansiedade e até perda de memória.
UVA:Essa fruta tem boa dose de vitaminas do complexo B, que ajudam no funcionamento do sistema nervoso. A vitamina C e os flavonsides da uva são antioxidantes, que retardam o envelhecimento da pele e ajudam a combater o colesterol. Além disso, é energética.
"Por mais que na batalha se vença um ou mais inimigos, a vitória sobre si mesmo é a maior de todas as vitórias."
"Non importa che in battaglia si riescano a vincere uno o più avversari, la vittoria su noi stessi è la più grande delle vittorie"
ILLUSIONI
…Prendete ad esempio l’illusione, l’errore di pensare che, cambiando il mondo esterno, cambierete voi.
Non si cambia trasformando soltanto il mondo esterno. Se vi procurate un nuovo lavoro, o un nuovo partner, o una nuova casa, o un nuovo guru, o una nuova spiritualità, questo non significa che voi cambierete.
E’ come pensare di cambiare la propria calligrafia cambiando penna. O di cambiare la propria capacità di pensare cambiando cappello.
E’ evidente che la cosa non ci cambia davvero, eppure la maggior parte della gente investe tutte le proprie energie nel tentativo di riadattare il mondo esterno ai propri gusti. Talvolta ci riesce – per lo spazio di cinque minuti – e ha un po’ di respiro, ma… La vita scorre senza tregua, la vita cambia continuamente. Dunque se volete vivere, non dovete avere dimora fissa. Non dovete avere alcun sostegno a cui appoggiare la testa. Dovete seguire il flusso della vita stessa.
Come ha detto il grande Confucio: “Colui che vuole essere costantemente felice deve cambiare spesso”.
La vita scorre. Ma noi continuiamo a guardare indietro non è vero?… Volete godervi una sinfonia? Non limitatevi a qualche accordo della musica. Non limitatevi a un paio di note. Lasciatele passare, lasciatele scorrere. L’intero godimento di una sinfonia risiede nella vostra disponibilità a lasciar scorrere le note. Al contrario, se un accordo particolare vi colpisse la fantasia e voi gridaste all’orchestra: “Continuate a suonare quell’accordo, senza fermarvi!”, quella non sarebbe più una sinfonia… Quando ci si attacca a qualcosa, la vita è distrutta; quando ci si afferra a qualcosa, si smette di vivere…
Un’altra illusione è che qualcun altro possa fare tutto questo al vostro posto, che qualche sapiente, o guru, o insegnante possa farlo in vece vostra. Nemmeno il più grande guru del mondo può fare un passo al vostro posto. Dovete farlo voi… C’è un’ulteriore illusione, e cioè il fatto che sia importante essere rispettabili, essere amati e apprezzati, essere importanti. Molti dicono che abbiamo un’esigenza naturale di essere amati e apprezzati, di appartenere a qualcuno. E’ falso. Lasciate cadere quest’illusione e sarete felici. Abbiamo un’esigenza naturale di libertà, un’esigenza naturale di amare, ma non di essere amati…
Un’altra illusione è che gli eventi esterni abbiano il potere di farvi del male, che le persone abbiano il potere di farvi del male. Non è così. Siete voi che date loro il potere di farlo.
Un’altra illusione: voi siete tutte quelle etichette che la gente vi ha appioppato o che vi siete appioppati da soli… Il giorno in cui qualcuno mi dicesse che sono un genio e che io lo prendessi sul serio, mi troverei in un bel guaio… Perché da quel momento in poi inizierei a essere teso. Dovrei mantenermi all’altezza della situazione, rispondere alle aspettative. Dopo ogni conferenza dovrei indagare: “Vi è piaciuta la conferenza? Pensate ancora che sia un genio?”. Capite? Dunque l’unica cosa che dovete fare è mandare in pezzi l’etichetta! Mandatela in pezzi, e sarete liberi! Non identificatevi con quelle etichette.
Quelle rappresentano ciò che pensa qualcun altro, ciò che quella persona ha visto in un dato momento. Siete davvero dei geni? Siete degli svitati? Siete dei mistici? Siete dei pazzi? Che cosa importa, in realtà?
L’importante è continuare ad essere consapevoli, vivere la vita istante per istante… E’ così che si attua il cambiamento in se stessi: non attraverso la condanna, non insultandosi, ma capendo cosa accade…
Tratto da “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” di Anthony De Mello
L'uomo nel pozzo
(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)
Un uomo cadde in un pozzo da cui non riusciva a uscire. Una persona di buon cuore che passava di là disse: "Mi dispiace davvero tanto per te. Partecipo al tuo dolore". Un politico impegnato nel sociale che passava di là disse: "Era logico che, prima o poi, qualcuno ci sarebbe finito dentro". Un pio disse: "Solo i cattivi cadono nei pozzi". Uno scienziato calcolò come aveva fatto l'uomo a cadere nel pozzo. Un politico dell'opposizione si impegnò a fare un esposto contro il governo. Un giornalista promise un articolo polemico sul giornale della domenica dopo. Un uomo pratico gli chiese se erano alte le tasse per il pozzo. Una persona triste disse: "Il mio pozzo è peggio!". Un umorista sghignazzò: "Prendi un caffè che ti tira su!". Un ottimista disse: "Potresti star peggio". Un pessimista disse: "Scivolerai ancora più giù". Gesù, vedendo l'uomo, lo prese per mano e lo tirò fuori dal pozzo.
Il più grande bisogno del mondo... Un po' più di gentilezza e un po' meno avidità, Un po' più dare e un po' meno pretendere; Un po' più sorrisi e un po' meno smorfie; Un po' meno calci a chi è steso per terra; Un po' più "noi" e un po' meno "io"; Un po' più risate e un po' meno pianti;
Un po' più fiori sulla strada della vita; e un po' meno sulle tombe.
IL LEGNO INUTILE
(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)
In un angolo sperduto del mondo, nel folto di una foresta fittissima, c'era una scaletta. Era una semplice scala a pioli, di vecchio legno stagionato e usurato. Era circondata da abeti, lacci, betulle. Alberi stupendi. Là in mezzo sembrava davvero una cosa meschina. I boscaioli che lavoravano nella foresta, un giorno, arrivarono fin là. Guardarono la scala con commiserazione: "Ma che robaccia è?" esclamò uno. "Non è buona neanche da bruciare" disse un altro. Uno di loro impugnò l'ascia e l'abbatté con due colpi ben assestati. Venne giù in un attimo. Era davvero una cosa da niente. I boscaioli si allontanarono ridacchiando. Ma quella era la scala su cui ogni sera si arrampicava l'omino che accendeva le stelle. Da quella notte il cielo sulla foresta rimase senza stelle.
C'è una scala anche dentro di te. Paragonata alle tante cose che ti vengono offerte ogni giorno é un niente. Ma è la scala che serve per salire ad accendere le stelle nel tuo cielo. Si chiama preghiera.
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Guarda ogni cosa come se fosse la prima volta (Paulo Coelho, I racconti del maktub)
Monaci Zen, quando desiderano meditare, siedono davanti ad una roccia e dicono: "Ora aspetterò che questa roccia cresca un po'". Dice il maestro: "Ogni cosa intorno a noi è in continuo cambiamento. Ogni giorno, il sole splende su un nuovo mondo. Ciò che chiamiamo routine è piena di nuovi propositi e opportunità. Ma noi non percepiamo che ogni giorno è differente dagli altri. Oggi, da qualche parte, un tesoro ti aspetta. Può essere un breve sorriso, può essere una grande vittoria - non importa. Niente è noioso, perché tutto cambia costantemente. Il tedio non fa parte del mondo. Il poeta T. S. Eliot, scrisse: 'Cammina tante strade, ritorna alla tua casa, e vedi ogni cosa come se fosse la prima volta'".

Bisogna essere felici di nulla, di una goccia d'acqua oppure di un filo di vento. Di una coccinella che si posa sul tuo braccio o del profumo che viene dal giardino. Bisogna camminare su questa terra con le braccia tese verso qualcosa che verrà e avere occhi sereni per tutte le incertezze del destino. Bisogna saper contare le stelle, amare tutti i palpiti del cielo e ricordarsi sempre di chi ti vuol bene. Solo così il tempo passerà senza rimpianti e un giorno potremo raccontare di avere avuto tanto dalla vita.... (M.Alvarez)

NON DIRE MAI: << MAI >>
Non dire mai: << Io>> dì invece: << Noi>> Non dire mai: << Mio >> dì invece: << Nostro >> Non dire mai: << Tocca a lui >> dì invece: << Incomincio io>> Non dire mai: << Non posso>> dì invece << Eccomi >> Non dire mai: << Vattene! >> di invece: << Vieni!>> Non dire mai: << Domani>> dì invece: << Oggi>> Non dire mai: << Morte>> dì invece: << Vita>> Non dire mai: << Mai>>.
S. Lawrence
" Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni... Però ciò che è importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno. Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza. Dietro ogni successo c'è un'altra delusione. Fino a quando sei viva sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite.. insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te. Fai in modo che invece di compassione ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai più correre, cammina veloce quando non potrai più camminare veloce, cammina! quando non potrai più camminare, usa il bastone! Però non trattenerti mai!"
Madre Teresa di Calcutta
Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."
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